domenica 29 maggio 2011

Da "La Provincia Pavese" - Del 24 Maggio 2011

S. Martino, cantiere del parcheggio al via Progetto da rivedere


S. Martino, cantiere del parcheggio al via Progetto da rivedereSAN MARTINO. A tre anni dall'approvazione del progetto del parcheggio di interscambio della stazione di San Martino - Cava Mana le ruspe hanno inziato lavorare. Ma il progetto esecutivo approvato ad aprile dovrà cambiare, i geometri sono al lavoro. «Per una questione di dislivelli - spiega l'assessore ai lavori pubblici - cambierà il numero degli stalli». Pendolari perplessi: «Per chi viene da Cava, Lomellina e Oltrepo impossibile usufruirne».  «Il parcheggio dovrebbe essere pronto prima della fine dell'estate - spiega l'assessore ai lavori pubblici del Comune di San Martino - Saranno realizzati e finanziati dalla Orlandi immobiliare a seguito di una convenzione siglata con il Comune per la lottizzazione della Cascina Colombarolo a Santa Croce». Nella convenzione il Comune ha ottenuto la riqualificazione dell'area, mentre la via della Stazione è stata realizzata dall'immobiliare che ha costruito il complesso "Le cascate". Le ruspe hanno già scavato e fatto i primi rilievi, ma a causa della pendenza e di una piccola scarpata occorrerà fare una variante al progetto: dovrebbe essere pronto ai primi di giugno.  I pendolari, da qualche mese costituiti in comitato con oltre 250 firme, da un lato sono soddisfatti: ogni mattina sono circa 400 gli studenti e i lavoratori che da Sommo, Carbonara, Sannazzaro, Zinasco, Bressana Bottarone arrivano alla stazione diretti a Pavia e soprattutto a Milano. E le vie d'accesso alla stazione dal lato di Cava si intasano di auto parcheggiate in maniera fantasiosa tra le buche. «Il nuovo mega parcheggio - spiega Roberto Sidri del comitato pendolari San Martino - Cava Manara - potrebbe dare respiro a questa situazione. Ma noi chiedevamo un doppio ingresso, un passaggio anche per chi viene da Cava, invece senza una nuova rotonda entra solo chi viene da Pavia: impossibile attraversare la statale per chi viene da Cava, bisognerebbe andare fino alla rotonda del Bennet e tornare indietro, perdendo minuti preziosi nel traffico».  Nel progetto da oltre 300mila euro, però, sarebbe compresa anche una rotonda, la quale permetterebbe di risolvere in parte i problemi. Resta il fatto che molti dovranno allungare la strada per accedervi (i cavesi), e anche il sottopassaggio pedonale da e per i binari dovrà essere modificato per permettere a chi va a piedi di raggiungere i posti auto. Ma le preoccupazioni dei pendolari a proposito della stazione, affittata fino al 2017 al Comune di San Martino da Rete Ferroviaria Italiana, sono anche altre: «Già oggi vicino alla stazione sono avvenuti atti vandalici nei confronti di diverse auto, con vetri rotti e piccoli furti. Il nuovo parcheggio è ancora più isolato, servirebbe un presidio o, per lo meno, il passaggio regolare dei vigili per evitare che diventi un'area di degrado e che il nuovo parcheggio resti inutilizzato».  Anche il Comune di Cava Manara ha in cantiere l'ampliamento del parcheggio nell'area sotto la costa, che attualmente ospita una cinquantina di posti auto, fino al confine con San Martino. Restano problemi irrisolti: lampioni rotti, pulizia scarsa in sala d'aspetto e servizi igienici sempre chiusi.

giovedì 5 maggio 2011

Provincia Pavese di Oggi


GIOVEDÌ, 05 MAGGIO 2011
 
Pagina 14 - cronaca
 
«Ferrovie, fermiamo lo sfascio»
 
Iolanda Nanni, leader dei pendolari pavesi: adesso ci ascoltino davvero
 
 
 
LA PROVINCIA CHE VORREI «La linea suburbana arriverà a Pavia ma Mortara e Voghera aspetteranno»
 


 PAVIA. Treni e pendolari: «Ecco la provincia che vorrei». Prosegue con Iolanda Nanni, leader del Comitato provinciale pendolari pavesi, vinciale della Camera del Lavoro, la serie i colloqui-interviste con personaggi che, nei loro campi, vivono da vicino i problemi sociali e economici della provincia di Pavia. Temi che possono essere oggetto di dibattito e di confronto in vista delle prossime elezioni provinciali. Dopo la questione lavoro affrontata con il segretario della Cgil Renato Losio, si entra sul fronte del trasporto pubblico. Dove sono da tempo dolori.
 «Il lavoro dovrebbe andare da chi lavora e non viceversa». Iolanda Nanni non ha dubbi e parte da una premessa: 12mila pendolari pavesi ogni giorno sfidano i disagi dei viaggi in treno. «Il 50 per cento di questa popolazione viaggiante, compresa la sottoscritta - dice - raggiunge uffici pubblici. E molte di queste mansioni potrebbero essere svolte da casa con il telelavoro. Anche le pubbliche amministrazioni, come la Provincia, potrebbero organizzare il lavoro diversamente. Nella provincia che vorrei si potrebbe così decongfestionare il traffico, ridurre l'inquinamento e non ritrovarsi schiacciati come sardine sui convogli ferroviari», Il lavoro a casa. Iolanda si è letta tutti i programmi dei partiti e dei candidati che vanno al voto: «Ho trovato questa proposta solo nel programma di Teresio Forti». Il futuro e il presente. «Viviamo in una Regione che investe solo l'1 per cento per sistemare il trasporto pubblico - dice la presidente del Comitato provinciale dei pendolari pavesi - Ma ci sono province, come Cremona, che hanno ottenuto il rinnovo completo del materiale rotabile oltre alle reti S, suburbane e veloci che garantiscono collegamenti ogni 30 minuti con Milano». Per Pavia si parla del prossimo autunno. Al convegno di Trenitalia Voghera è stato annunciato l'arrivo in estate della S a Mortara. «Storie - sbotta Iolanda - al massimo arriverà ad Albairate Vermezzo. Per arrivare a Mortara bisogna raddoppiare la linea ferroviaria, ci vorranno almeno due o tre anni. Voghera resterà esclusa per lungo tempo, visto che si dovrebbe costruire un nuovo ponte a Bressana per poter raddoppiare la linea». Perchè Pavia sembra restare ai margini del sistema ferroviario? Iolanda Nanni ha una spiegazione: «Nella provincia che vorrei - dice - i rappresentanti politici provinciali parteciperebbero sempre ai tavoli regionali sul trasporto pubblico, soprattutto quando si parla delle linee pavesi. Troppe volte ci siamo trovati soli a questi incontri. Senza dimenticare che sarebbe importante come la prossima giunta autorizzi il nostro Comitato a essere presente a tutti gli incontri delle Commissioni trasporti sul trasporto pubblico locale. Cosa che oggi non avviene». «Dovrebbe essere l'ente provincia - incalza - a presentare i problemi del trasporto ferroviario. Troppe volte ci siamo sentiti dire che non era competenza della provincia. Ma sono cittadini pavesi quelli che provano sulla loro pelle cosa significhe prendere il treno sulla Genova-Milano o sulla Mortara-Milano, sulla Codogno -Pavia o sulla Pavia-Alessandria. Un disastro. Sono linee che versano in uno stato pietoso». Il dialogo e il confronto è aperto: «Ci ascoltano i Comuni, come quelli del basso pavese - osserva Iolanda Nanni - Ci battiamo contro il sovraffollamento dei treni e contro lo scandalo di carrozze fatte partire per garantire gli standard, poi però rigorosamente chiuse. Per non parlare delle corse sostitutive che ti lasciano di notte in mezzo a una rotonda. In una provincia che vorrei queste cose non accadrebbero».