giovedì 5 maggio 2011

Provincia Pavese di Oggi


GIOVEDÌ, 05 MAGGIO 2011
 
Pagina 14 - cronaca
 
«Ferrovie, fermiamo lo sfascio»
 
Iolanda Nanni, leader dei pendolari pavesi: adesso ci ascoltino davvero
 
 
 
LA PROVINCIA CHE VORREI «La linea suburbana arriverà a Pavia ma Mortara e Voghera aspetteranno»
 


 PAVIA. Treni e pendolari: «Ecco la provincia che vorrei». Prosegue con Iolanda Nanni, leader del Comitato provinciale pendolari pavesi, vinciale della Camera del Lavoro, la serie i colloqui-interviste con personaggi che, nei loro campi, vivono da vicino i problemi sociali e economici della provincia di Pavia. Temi che possono essere oggetto di dibattito e di confronto in vista delle prossime elezioni provinciali. Dopo la questione lavoro affrontata con il segretario della Cgil Renato Losio, si entra sul fronte del trasporto pubblico. Dove sono da tempo dolori.
 «Il lavoro dovrebbe andare da chi lavora e non viceversa». Iolanda Nanni non ha dubbi e parte da una premessa: 12mila pendolari pavesi ogni giorno sfidano i disagi dei viaggi in treno. «Il 50 per cento di questa popolazione viaggiante, compresa la sottoscritta - dice - raggiunge uffici pubblici. E molte di queste mansioni potrebbero essere svolte da casa con il telelavoro. Anche le pubbliche amministrazioni, come la Provincia, potrebbero organizzare il lavoro diversamente. Nella provincia che vorrei si potrebbe così decongfestionare il traffico, ridurre l'inquinamento e non ritrovarsi schiacciati come sardine sui convogli ferroviari», Il lavoro a casa. Iolanda si è letta tutti i programmi dei partiti e dei candidati che vanno al voto: «Ho trovato questa proposta solo nel programma di Teresio Forti». Il futuro e il presente. «Viviamo in una Regione che investe solo l'1 per cento per sistemare il trasporto pubblico - dice la presidente del Comitato provinciale dei pendolari pavesi - Ma ci sono province, come Cremona, che hanno ottenuto il rinnovo completo del materiale rotabile oltre alle reti S, suburbane e veloci che garantiscono collegamenti ogni 30 minuti con Milano». Per Pavia si parla del prossimo autunno. Al convegno di Trenitalia Voghera è stato annunciato l'arrivo in estate della S a Mortara. «Storie - sbotta Iolanda - al massimo arriverà ad Albairate Vermezzo. Per arrivare a Mortara bisogna raddoppiare la linea ferroviaria, ci vorranno almeno due o tre anni. Voghera resterà esclusa per lungo tempo, visto che si dovrebbe costruire un nuovo ponte a Bressana per poter raddoppiare la linea». Perchè Pavia sembra restare ai margini del sistema ferroviario? Iolanda Nanni ha una spiegazione: «Nella provincia che vorrei - dice - i rappresentanti politici provinciali parteciperebbero sempre ai tavoli regionali sul trasporto pubblico, soprattutto quando si parla delle linee pavesi. Troppe volte ci siamo trovati soli a questi incontri. Senza dimenticare che sarebbe importante come la prossima giunta autorizzi il nostro Comitato a essere presente a tutti gli incontri delle Commissioni trasporti sul trasporto pubblico locale. Cosa che oggi non avviene». «Dovrebbe essere l'ente provincia - incalza - a presentare i problemi del trasporto ferroviario. Troppe volte ci siamo sentiti dire che non era competenza della provincia. Ma sono cittadini pavesi quelli che provano sulla loro pelle cosa significhe prendere il treno sulla Genova-Milano o sulla Mortara-Milano, sulla Codogno -Pavia o sulla Pavia-Alessandria. Un disastro. Sono linee che versano in uno stato pietoso». Il dialogo e il confronto è aperto: «Ci ascoltano i Comuni, come quelli del basso pavese - osserva Iolanda Nanni - Ci battiamo contro il sovraffollamento dei treni e contro lo scandalo di carrozze fatte partire per garantire gli standard, poi però rigorosamente chiuse. Per non parlare delle corse sostitutive che ti lasciano di notte in mezzo a una rotonda. In una provincia che vorrei queste cose non accadrebbero».

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